Il linguaggio è uno degli strumenti più potenti che abbiamo per esplorare il mondo, relazionarci con gli altri e costruire la nostra identità. Ma cosa succede quando questo strumento non si sviluppa come dovrebbe? Il Disturbo Primario del Linguaggio (DPL) è una condizione che colpisce una percentuale significativa di bambini in età prescolare ma persiste in età adulta. Comprenderlo è il primo passo per intervenire in modo efficace e prevenire potenziali conseguenze a lungo termine.
Attenzione a non confonderlo con il ritardo di linguaggio!
Non tutti i bambini che parlano poco sono automaticamente affetti da DPL, è molto comune tra i bambini e le bambine avere uno sviluppo del linguaggio con tempistiche differenti e alcuni che iniziano a parlare più tardi rispetto ai coetanei e vengono definiti “parlatori tardivi” potrebbero manifestare un ritardo di linguaggio. Questo fenomeno che interessa tra l’11% e il 21% dei bambini tra i 18 e i 36 mesi, viene recuperato entro i 3 anni di età.
Come riconoscerlo presto?
L’identificazione precoce è fondamentale. Osservando il comportamento comunicativo del nostro bambino dai 6 ai 12 mesi il primo campanello d’allarme è sicuramente l’assenza o la povertà nell’espressione della lallazione fisiologica.
Mentre tra i 12 e i 36 mesi gli studi evidenziano come possibili indicatori precoci:
- L’assenza o lo scarso uso dei gesti comunicativi
- Una scarsa attenzione al linguaggio e ai suoni delle parole
- assente o scarsa comprensione delle parole
- Vocabolario spontaneo in produzione con meno di 50 parole a 24 mesi
- Mancata costruzione di frasi con 2 o 3 parole entro i 30-36 mesi
Questi segnali non vanno sottovalutati perché se parlare tardi non è sempre sinonimo di problema, ignorare i campanelli d’allarme potrebbe diventarlo.
A cosa può essere associato?
Il linguaggio costituisce la base su cui si costruiscono tante altre abilità, se manca possono emergere in età evolutiva problematiche nell’acquisizione delle competenze scolastiche come ad esempio nella lettura, nella scrittura, nel calcolo, nell’attenzione e nella sfera emotivo relazionale. Gli adulti affetti da DPL commettono errori quando parlano, usano frasi poco elaborate e possono far fatica ad intrattenere una conversazione.
Chi interviene?
Il trattamento dei DPL richiede un approccio multidisciplinare, il Centro AbilMente mette in campo con competenza e professionalità tutte le figure che con le proprie specificità possono entrare nel percorso di aiuto dei bambini e delle loro famiglie quali logopedisti, psicologi, neuropsicomotricisti, e neuropsichiatri infantili.
Inoltre collabora con pediatri di libera scelta, educatori dei nidi d’infanzia ed inseganti della scuola d’infanzia, perseguendo l’obiettivo di costruire un percorso integrato e personalizzato che favorisca sia lo sviluppo linguistico che il benessere globale del bambino.
In conclusione
Il DPL è una sfida che può essere affrontata con consapevolezza, competenza e tempestività coinvolgendo tutte le persone che ruotano intorno alla crescita del bambino.
Parliamone e costruiamo insieme un futuro più inclusivo per tutti i bambini ogni parola che un bambino impara è un ponte verso il mondo costruiamolo insieme giorno dopo giorno.

