I disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza

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DISTURBI SPECIFICI DELLA VOCE (DISFONIE)

I disturbi della voce possono comparire in tutte le fasce d’età nel bambino sono legati allo sforzo vocale ed al cattivo uso della voce genitori attenzione i bambini ci guardano cercate di fornire sempre un feed back comunicativo corretto altrimenti non riusciremo ad ottenere buoni risultati con la terapia!

DISTURBI SPECIFICI DELLA PAROLA (DISFLUENZE, DELL'ARTICOLAZIONE E DEL LINGUAGGIO ESPRESSIVO)

I disturbi della parola possono arrivare a qualsiasi età e influiscono sulla capacità dell’individuo di pronunciare le parole in modo comprensibile e le cause possono essere  svariate. A prescindere dalla loro gravità, i disturbi della parola influiscono sulla capacità di una persona di interagire e di comunicare con gli altri, di esprimere i propri bisogni e  pensieri e di essere compresi.

Il disturbo più comune della parola è la balbuzie. In genere il disturbo insorge  intorno ai  30 mesi di  età  (epoca in cui si verifica una vera e propria esplosione del linguaggio) ed è caratterizzata da interruzioni, prolungamenti  o ripetizioni dei suoni che compongono le parole, e/o da pause e blocchi all’interno del discorso.  Queste manifestazioni possono essere comuni  anche nelle prime fasi dello sviluppo linguaggio, ma è importante tenerne sotto controllo sia l’insorgenza  (ansia per la nascita di un fratellino, separazioni) che il suo andamento (ansia da prestazione). Con l’acquisizione di maggiori abilità linguistiche e favorendo intorno al bambino un clima comunicativo tranquillo in genere il disturbo scompare, tuttavia in caso di dubbio è opportuno rivolgersi ad uno specialista; più la diagnosi è precoce, maggiori sono le probabilità di una remissione o un miglioramento

In età evolutiva i Disturbi Specifici dell’articolazione e del Linguaggio espressivo si manifestano con un ritardo nello sviluppo delle abilità articolatorie dei suoni verbali, (si riconoscono nel linguaggio del bambino frequenti scambi, omissioni o errata pronuncia dei suoni che compongono le parole), con conseguente difficoltà nell’efficacia comunicativa. Nella costruzione delle frasi si osserva  inoltre l’utilizzo di strutture grammaticali semplici, una difficoltà ad attribuire il corretto  nome alle cose, e ad  imparare parole nuove.

E’ un disturbo da non sottovalutare, poiché la significativa compromissione dello sviluppo del linguaggio espressivo interferisce in modo importante con lo sviluppo della comunicazione sociale del bambino ed i suoi risultati scolastici.

DISTURBO SPECIFICO DEL LINGUAGGIO

Il Disturbo Specifico del Linguaggio si presenta come una alterazione dello sviluppo delle normali abilità linguistiche del bambino. Le ultime ricerche confermano la sua origine neurobiologica e un’alta percentuale di familiarità, stimata intorno al 70%.  linguaggio del bambino si costruisce – pur in assenza di deficit intellettivi- in modo alterato sia a livello di parole (“poto” al posto di “topo”) che di frasi (“bimbo mangia no” per “il bimbo non mangia”), e nelle forme più complesse, si riscontra fatica a elaborare sia le informazioni in entrata (difficoltà di comprensione) sia quelle in uscita (difficoltà di espressione) orali e scritte.

La diagnosi differenziale tra DSL e bambini “parlatori tardivi ” è possibile dai tre anni di età, e la comprensione del linguaggi dell’adulto rappresenta un parametro fondamentale per i tempi di un eventuale intervento non vanno sottovalutati poiché è stato dimostrato da numerose ricerche che un bambino con un disturbo specifico del linguaggio matura in età scolare una maggiore probabilità di presentare problemi di apprendimento nella lettura e nella scrittura, manifestando un disagio scolastico (DSA).

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